domenica 5 giugno 2016

E' tempo di bilanci

Come avevo premesso durante i preparativi, sono partito per questa avventura "allo sbaraglio". Sia materialmente, perchè non ho dato troppa importanza all'attrezzattura (non ero molto preparato per la pioggia, avevo uno zaino vecchio, scarponi vecchi riparati - tra l'altro con ottimi risultati - con l'attack da mio padre, niente pantaloni da pioggia, niente coprizaino), sia dal punto di vista mentale: non mi ero immaginato nulla, non avevo aspettative, volevo solo prendere quello che il cammino mi avrebbe offerto.

Tutto è andato per il meglio: il coprizaino - l'unica cosa di cui avevo veramente bisogno - mi è stato gentilmente recapitato da Ema, il resto non era essenziale.

Il cammino invece mi ha regalato tante emozioni e sensazioni.

I compagni di viaggio, amici vecchi e nuovi, allegri, sempre positivi, sempre in sintonia, mai polemici, chiacchieroni quando serve e silenziosi e discreti nei momenti più faticosi del cammino, sempre pronti ad aiutarsi a vicenda, insomma una vera piccola "comunità".

La fatica fisica, sensazione tanto difficile da provare nelle nostre vite quotidiane fatte di automobili, mezzi pubblici, sedie da ufficio, ascensori. Maggiore è la fatica, più grande è la soddisfazione di arrivare alla meta, più rilassante sarà il riposo a fine giornata; che bello arrivare in cima ad una salita madidi di sudore e dissetarsi con l'acqua di fonte! Non c'è stato cibo più apprezzato che quella semplice pasta al sugo divorata all'ostello Sigerico di Gambassi Terme, al termine di una lunga giornata di cammino e fango!

La sofferenza, che mi ha accompagnato per buona parte del cammino sotto forma di infiammazione al tendine d'achille del piede sinistro. L'avrei volentieri evitata, tuttavia la sua presenza mi ha fatto entrare meglio nello spirito del pellegrino e ha messo alla prova la mia forza di volontà.

I paesaggi che abbiamo incontrato lungo il cammino: posta magnifici sia dal punto di vista naturalistico, sia storico-culturale. Paesaggi che abbiamo apprezzato ancor di più percorrendo la strada a piedi perchè il cammino ti dà la possibilità di ammirare con calma e a lungo quello sta attorno e la bellezza resta sempre in qualche modo impressa nella mente.

Le persone incontrate lungo il cammino; come dimenticare:
la signora che fa "miao" ai pellegrini; 
la tizia dell'ostello di Ponte a Cappiano che sprizza felicità da tutti i pori ("Oggi è il 31? Meno male che maggio è finito, non se ne poteva più");
il cugino di Spalletti, grande conoscitore di Boccaccio;
il cameriere di San Gimignano ("Dove avete lasciato il barcone?" "Fino a ieri ha mangiato sassi, ora vuole la 'Tarte Tatin'!");
il gentile fantino donnaiolo, poco stimato dagli abitanti del luogo;
Marcello il gestore della sosta del pellegrino;
Olivia e Paolo, graditissimo incontro: quanto tempo che non vedevo Olivia, mi ha fatto un gran piacere, peccato che non abbia fatto la tappa con noi! Paolo il "trip advisor" della Toscana (e non solo) che ci ha allietato con i suoi aneddoti outletiani.

Per concludere, che dire? Si riparte di slancio, nuove avventure ci aspettano anche nella nostra vita quotidiana!

Alla prossima!





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